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Piccolo manuale della buona scrittura - 3

Facciamo il punto. E anche la virgola,

23 aprile 2014

  Convenzioni tipografiche. In queste pagine gli esempi sono in corsivo; le espressioni corrette sono in neretto; Le espressioni sbagliate o non consigliabili sono in rosso.
Due errori molto frequenti rivelano al redattore esperto lo scrittore alle prime armi. Riguardano  i segni di interpunzione: il primo è la posizione scorretta dei segni; il secondo è il frequente uso della virgola dove starebbe meglio il punto fermo.

Sulla posizione dei segni c’è una sola regola: vanno sempre scritti attaccati alla parola che precede e separati da uno spazio da quella che segue. Ecco tre esempi, nei quali per maggiore chiarezza ho sottolineato gli spazi:

Scorretto: Carlo ama Giovanna_.Ma Giovanna non ricambia il sentimento.
Scorretto: Carlo ama Giovanna_._Ma Giovanna non ricambia il sentimento.
Corretto: Carlo ama Giovanna._Ma Giovanna non ricambia il sentimento.

Risolta questa semplice questione, esaminiamo il più complesso problema dell’uso della punteggiatura.
In italiano i segni di interpunzione sono: a) il punto fermo (o, semplicemente "punto"); b) il punto e virgola; c) la virgola; d) il punto esclamativo; e) il punto interrogativo.
Nella scrittura si usano anche altri segni, che non sono di interpunzione in senso proprio, come i diversi tipi di virgolette, trattini e parentesi. Ne parleremo nelle prossime puntate.

Il punto fermo, secondo i pedanti studiosi della lingua, serve a chiudere un "periodo". Il periodo è una sequenza di parole che incomincia con una lettera maiuscola e si chiude con un punto. Tra questi due elementi ci sono (o sono sottintesi) almeno un soggetto e un verbo. Spesso sono presenti anche complementi, avverbi eccetera, o anche intere frasi. Ma tutto questo non aiuta a capire quando si deve mettere il punto fermo.

Un'altra regola molto discutibile vuole che i segni di interpunzione debbano indicare la (presumibile) respirazione di una persona che legge il testo ad alta voce. Basta fare qualche prova per rendersi conto di come questa sia una regola bislacca.

È meglio pensare al periodo come una sequenza di parole che descrive un fatto, un’azione o un’idea.

Le previsioni del tempo annunciano una giornata di pioggia.

Quando cambia il soggetto, si apre una nuova frase. Invece si leggono spesso periodi come questo:

Le previsioni del tempo annunciano una giornata di pioggia, Giovanna esce con l’ombrello.

Non è del tutto scorretto, ma in genere è brutto e meno facile da leggere. Il cambio del soggetto all’interno di un periodo si chiama "anacoluto" e in qualche caso può essere utile a descrivere certe situazioni. Ma di solito la soluzione più efficace è questa:

Le previsioni del tempo annunciano una giornata di pioggia. Giovanna esce con l’ombrello.

Le due frasi si possono anche separare con una congiunzione:

Le previsioni del tempo annunciano una giornata di pioggia e Giovanna esce con l’ombrello.

Scegliere l’una o l’altra soluzione è una scelta di chi scrive, una questione di stile che non rientra tra gli argomenti di questo piccolo manuale.

Passiamo alla virgola. La virgola è un elemento di separazione tra diversi elementi all’interno di un periodo. Divide la proposizione principale dalle subordinate, parole in sequenza, azioni in rapida successione. Quando gli elementi sono più di due, in genere si mette la congiunzione "e" prima dell’ultimo elemento:

Carlo si veste in fretta, esce di corsa, gira l’angolo e si imbatte in Giovanna.

Il tono può diventare drammatico omettendo la "e":

Carlo si veste in fretta, esce di corsa, gira l’angolo, si imbatte in Giovanna.

Ma se vogliamo dare alla seconda proposizione un accento particolare, il punto fa al caso nostro:

Carlo si veste in fretta, esce di corsa, gira l’angolo. Si imbatte in Giovanna.

Una regola inderogabile per concludere questa prima parte dedicata alla punteggiatura: non si mette mai la virgola tra il soggetto e il verbo.

Sbagliato: Giovanna, ha un’espressione di stupore.
Corretto: Giovanna ha un’espressione di stupore.
 

Gli anacoluti di Wikipedia. L'italiano corretto ed efficace non è tra i meriti della grande enciclopedia. Ecco un passaggio tra i tanti di faticosa lettura:
L'abitacolo, benché fosse strutturalmente identico a quello della 600, era in realtà maggiormente spazioso e più ricco, bastò infatti disegnare una plancia più moderna e rivestire il tutto in materiale plastico (nero antiriflettente) al posto della lamiera, un'importante novità era l'introduzione di un impianto di riscaldamento efficiente che non immetteva nell'abitacolo l'aria calda e maleodorante del motore, ma che disponeva di un radiatore proprio.

Bastano due punti fermi per rendere più chiaro il discorso, dividendo in tre parti il lunghissimo periodo:
L'abitacolo, benché fosse strutturalmente identico a quello della 600, era in realtà maggiormente spazioso e più ricco. Bastò infatti disegnare una plancia più moderna e rivestire il tutto in materiale plastico (nero antiriflettente) al posto della lamiera. Un'importante novità era l'introduzione di un impianto di riscaldamento efficiente che non immetteva nell'abitacolo l'aria calda e maleodorante del motore, ma che disponeva di un radiatore proprio.

Al posto del primo punto fermo starebbe bene anche un punto e virgola. Ne parliamo nella prossima puntata.

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