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Statistiche interessanti dalla sesta edizione di Editech

Ecco i numeri dell'ebook in Italia. Sono attendibili?

In primo piano - 02.07.13
Come sta l'ebook in Italia? Bene, grazie. Anzi benissimo, considerando il contesto di un Paese dove si legge poco, anzi pochissimo. Ma le tabelle dall'Associazione italiana degli editori non dicono tutta la verità.

Si è chiusa da pochi giorni a Milano la sesta edizione di Editech, manifestazione per gli addetti ai lavori dell'editoria elettronica, organizzata dall'Associazione Italiana Editori (AIE).
Il bilancio più interessante, in questi casi, è quello dei numeri. Che incominciamo a vedere subito, partendo dal comunicato stampa della manifestazione.

- I titoli disponibili in ebook (oggi sono 60.598, l’8,3% dei titoli in commercio), prodotti da circa 2mila editori. Raddoppiano in poco meno di sei mesi, perché rappresentavano a dicembre l’1,8% del mercato trade del libro, in crescita dell’89% sull’anno precedente. Oggi il 44,6% delle novità italiane sono pubblicate anche in versione digitale.

- I numeri sono in crescita sia per la lettura (+45,5% i lettori in digitale sull’anno precedente) che per l’acquisto (+63,1% rispetto al 2011). L’ebook in Italia è ancora preferito dagli uomini: il 61,5% legge almeno un ebook (mentre il 48,3% legge un libro di carta).

- Molto diversa la situazione Oltreoceano: il mercato degli ebook nel 2012 risultava in crescita del 44,2%, con un’impennata per il settore ragazzi del 117%, tanto da avvicinarsi ai risultati della non fiction. Per un confronto, il mercato complessivo della fiction americana pesa “solo” 4 volte in più del settore ebook per ragazzi. E l’acquirente tipico di ebook in America è donna.

- Più interessante per noi è la situazione in Francia. Dai dati dell’Associazione editori francesi emerge che sono triplicati i lettori di ebook in Francia nell’ultimo anno e oggi costituiscono il 15% dei francesi (in Italia siamo al 3,1%). Sono forti lettori, per il 69% hanno letto un libro di carta nell’ultimo mese. E il 42% dei lettori in digitale ha un tablet (un dato simile è nel nostro Paese: in Italia la crescita di tablet rispetto al 2010 è stata del 379% in due anni).

- Il 27% legge persino di più da quando legge in digitale.

Quest'ultimo dato è riferito all'Italia? Nel comunicato non è specificato, ma certamente vale, in linea di massima, anche per noi. La maggiore facilità di acquisto e il prezzo più basso invogliano alla lettura. L'esperienza di tanti lettori di ebook lo conferma.

Tutto questo significa che l'ebook sta prendendo piede anche in Italia e costituisce un forte stimolo anche per un popolo di non-lettori come noi. La previsione di un "pareggio" tra carta e digitale nel giro di alcuni anni è sempre più realistica (vedi America, il libri elettronici nella corsia di sorpasso). Lascia immaginare uno scenario futuro in cui i libri "di parole" saranno pubblicati più in formato elettronico che cartaceo. Mentre la carta resterà molto più a lungo il supporto di elezione per le opere illustrate e quelle di maggior pregio.

E il self-publishing? Per questo settore troviamo qualche notizia sul sito di Simplicissimus Book Farm (che cita dati AIE non pubblicati sul sito dell'associazione):

- Al 20 giugno 2013 sono 3.500 gli ebook autopubblicati in commercio, corrispondenti al 5% di tutti i libri digitali in vendita, con un aumento del 94% rispetto al 2012.
Di questi 3.500 titoli self-published, 1.800 sono pubblicati da Narcissus.me, la piattaforma di autopubblicazione di Simplicissimus Book Farm.

Fin qui le nude cifre, che indicano un quadro confortante, migliore di quanto supponevamo. Ma certamente parziale, perché in questi numeri non sono compresi quelli di Amazon, che è l'operatore più importante. Vale dunque la pena di approfondire l'analisi e cercare qualche elemento in più, "dentro" o "dietro" i numeri ufficiali.

I dati più significativi dell'ufficio studi dell'AIE sono riassunti nel documento "Dentro all'ebook".  Partiamo dalla fine, leggendo qualche numero dell'ultimo grafico, che illustra la situazione in altri paesi. C'è una serie di informazioni che confermano quanto già si poteva intuire. Per esempio, le dimensioni dei mercati USA e UK, che fanno parte insieme dell'immenso pubblico di lingua inglese. Al confronto le cifre di Germania, Francia , Spagna e Italia sono modeste, con l'Italia all'ultimo posto (ma si sapeva).

A parte l'impossibilità di paragonare dati diversi, come quelli dell'ultima riga della tabella, saltano all'occhio due incongruenze: per gli USA c'è solo il numero di titoli pubblicati da Amazon; per il Regno Unito il sistema non è specificato,  come per Francia, Spagna e Italia. Invece per la Germania si distingue tra ePub e PDF. Insomma, i dati non sono paragonabili tra loro.

In ogni caso è evidente che si tratta di cifre parziali, dal momento che per gli USA manca il numero, certamente significativo, delle opere in ePub, mentre per gli altri non ci sono, con ogni probabilità, i numeri di Amazon.

Per confonderci meglio le idee, andiamo a vedere la tabella precedente, "Stima del mercato ebook in Italia". C'è una piacevole sorpresa: alla fine del 2012 il settore rappresentava l'1,8 per cento del mercato "trade". Il mercato trade, secondo Nielsen, è quello della grande distribuzione. Siccome gli ebook si vendono solo on line, dobbiamo intendere questa definizione nel senso delle grandi librerie on line (IBS, lafeltrinelli, inMondadori ecc.). Questo significa che il dato dell'1,8 per cento potrebbe essere vicino al totale effettivo delle vendite di ebook.

Ma, attenzione: alla fine c'è scritto che i dati non comprendono quelli del "principale operatore di mercato in questo settore" (leggi: Amazon), che non comunica i numeri delle sue vendite. La quota di Amazon è stimata "a seconda delle valutazioni degli operatori - tra l’1,8% e il 2,1% del mercato trade". Cioè uguale o superiore a quella degli altri principali negozi on line.

Quindi, sommando i due dati, si evince che gli ebook dovrebbero costituire tra il 3,6 e il 3,9 per cento del mercato on line. Ora sorgono alcuni dubbi. Il primo è se siano comprese le vendite delle piattaforme che vendono solo ebook, come Bookrepublic e Simplicissimus. I loro numeri, peraltro sconosciuti, devono essere aggiunti a quelli indicati nel rapporto?

Secondo dubbio: su quali basi sono formulate le stime delle vendite di Amazon? La curiosità è legittima, perché la tabella "Formati ebook" non comprende i formati AZW, che sono i più comuni nel Kindle Store. Gli editori dovrebbero conoscere bene il rapporto tra le vendite di ePub e quelle dei formati Kindle, perché la maggior parte degli ebook sono pubblicati nei due standard e i rapporti di Amazon sono frequenti e dettagliati.

Il dato "confidenziale" che si ricava dalle conversazioni con gli addetti ai lavori è che la vendita di ebook su Amazon sarebbe molto, molto più alta di quella di tutti gli altri negozi on line messi insieme. Qui posso indicare un dato di cui sono personalmente certo: per ogni copia di "Libri Liquidi", che Simplicissimus distribuisce in formato ePub a tutte le piattaforme, si vendono quasi cinque copie in formato mobi su Amazon. Se questo dato avesse valenza generale, molti dei numeri comunicati dall'AIE andrebbero moltiplicati per cinque!

Però ho anche un dato diverso: per "Gli audiovisivi nella comunicazione d'impresa", che può essere scaricato gratis direttamente da questo sito e non è distribuito dalle piattaforme commerciali, le copie in formato mobi sono circa l'80 per cento di quelle in formato ePub. L'analisi di questi dati potrebbe essere interessante, ma non è questa la sede per farla.

Terzo dubbio. Appurato che gli ebook costituiscono almeno il 3,6 per cento del mercato trade, qual è il loro peso nella vendita complessiva di libri in Italia? La risposta dipende dal peso del mercato on line sul mercato complessivo dei libri.

Ci può aiutare il grafico n. 18 di un altro documento pubblicato dall'AIE, su dati Nielsen, "Il mercato dei libri in Italia" Dove si legge che nel 2013 l'on line pesa per il 6,3 sul totale. Come al solito, non ci sono i dati di Amazon, che potrebbero ragionevolmente far raddoppiare la cifra. Ma anche in questo caso le vendite di ebook sarebbero il 3,6 per cento del 12,6: meno dello 0,5 per cento. E questo è un dato certamente troppo basso.

Si può concludere che il mercato degli ebook cresce a vista d'occhio, ma non si riesce a capire quanto valga in termini di copie e di percentuali, per fatturato e per numero di titoli. Comunque sembra che ci siano buoni motivi per essere allegri.

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