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Il convegno di Stealth a Roma: piccoli editori crescono

America, il libri elettronici nella corsia di sorpasso

In primo piano - 11.06.13
Come il CD ha superato il vinile, come i sensori digitali hanno battuto la pellicola, così gli ebook lasceranno indietro i libri di carta. La strada è segnata, la scelta è tra correre col progresso o restare fermi a guardare. 

Nell'anno 2017, negli Stati Uniti, la quota degli ebook sarà pari alla metà del mercato dei libri. Firmato PwC, ovvero PricewaterhouseCoopers, la più grande società mondiale di revisione dei bilanci e servizi di consulenza alle imprese.
La notizia campeggia sullo schermo all'apertura del convegno di Stealth, il 5 giugno scorso a Roma.

A Torino si è appena chiuso il Salone internazionale del libro. La grande kermesse della carta, con i grandi autori, i grandi editori, la grande folla. Tutto in grande. Solo gli ebook non erano grandi.

E a Roma, pochi giorni dopo, il grande convegno dei piccoli. Piccoli editori, autori autopubblicati, niente folla. Perché la riunione di Stealth è per gli addetti ai lavori: duecento dei quasi seicento che fanno capo alla piattaforma di distribuzione di ebook di Simplicissimus Book Farm, attraverso la quale anche gli editori di dimensioni minime possono raggiungere tutte le più grandi librerie on line (qui i grafici della presentazione del fondatore e CEO Antonio Tombolini).

Si discute di tutto. Della filiera produttiva, delle strategie di distribuzione, dei prezzi. I prezzi, appunto, che diversi grandi editori continuano a tenere troppo alti. Dieci euro (9,99, per la precisione) sono un prezzo troppo vicino a quello dell'edizione di carta e in questo modo scoraggiano l'acquisto. All'altro capo della scala, i 99 centesimi svalutano il prodotto e, soprattutto, non coprono i costi della filiera dell'ebook.

Le statistiche di Stealth indicano che i libri di gran lunga più venduti sono quelli che hanno un prezzo intermedio tra zero e dieci euro. Questo dato può significare due cose: la prima, che in questa fascia di prezzo si collocano le opere più interessanti; la seconda, che un prezzo intorno a 4-5 euro viene percepito dal pubblico come "giusto" per il prodotto librario. Ed è remunerativo per l'editore.

Certo i numeri delle vendite, in assoluto, sono ancora molto bassi e comunque difficili da valutare per la mancanza di molti dati certi (primi fra tutti, quelli delle vendite del Kindle Store di Amazon, che comunque rappresentano la quota più importante del mercato). Tutti sono però d'accordo nel dire che in Italia la soglia critica dell'1 per cento è stata ampiamente superata e che per il 2013 gli ebook rappresenteranno tra il 4 e il 5 per cento del mercato.

Troppo poco? Se pensiamo che solo tre anni fa l'ebook in Italia non esisteva, la crescita appare travolgente. E replica quella che si è verificata negli USA, con i soliti tre anni di ritardo.
Allora vale la pena di esaminare meglio il dato citato all'inizio di questo articolo. E' contenuto nel Global enterntainment and media outlook 2013-2017 di PwC. Il rapporto non è accessibile ai comuni mortali, ma girando per la Rete se ne trova qualche pezzo. Come questo:

Fonte: www.statista.com

Leggiamo con attenzione il titolo: negli USA gli ebook sorpasseranno i libri stampati nel 2017. I numeri rappresentano il fatturato, in miliardi di dollari, e le curve si incrociano nel punto di passaggio con l'anno precedente. Però gli ebook costano, in media, il 30 per cento in meno dei libri di carta, Questo significa che il pareggio in termini di unità vendute si verificherà probabilmente tra il 2015 e il 2016. Praticamente dopodomani.

E' probabile che in Italia succederà, come al solito, tre anni dopo. Ma lo strada è segnata, i tempi possono cambiare di poco (sempre ricordando che fare previsioni è difficile, soprattutto se riguardano il futuro, come sembra abbia detto il grande fisico Niels Bohr).

Il grafico di PwC dovrebbe essere studiato da tutti gli intervistatori che, ogni volta che incontrano un addetto ai lavori nel settore editoriale, gli chiedono se il libro di carta è destinato a morire. Sistematicamente l'intervistato risponde che il libro tradizionale non morirà mai e si compiace nell'esaltare il presunto profumo della carta, i cinquecento anni di storia della stampa e altre banalità.

L'automobile è di gran lunga più utile della carrozza a cavalli. Il compact disc è più fedele e più robusto del disco in vinile. La fotografia digitale batte la fotografia su pellicola di molte lunghezze, tanto da portare al fallimento la Kodak.

Eppure a Roma ci sono ancora alcune decine di "botticelle", con i cavalli che arrancano tra un milione di automobili (e suscitano le proteste degli animalisti). Si producono ancora dischi in vinile e c'è gente che li compera. Ci sono apparecchi fotografici a pellicola e diverse persone che li ritengono superiori a quelli digitali (che non hanno mai provato). Perché dovrebbero sparire i libri stampati?

I dati di PwC indicano che il libro elettronico ha messo la freccia e sta per spostarsi nella corsia di sorpasso. Tra alcuni anni la qualità degli apparecchi per leggere potrebbe arrivare a un livello superiore a quello della stampa anche per i libri illustrati di qualità, quelli che oggi non possono essere visti e letti su un ebook reader.

Su questo deve riflettere chi si eccita sniffando la carta. Perché il progresso è inarrestabile. Ma per non restare indietro si deve capire il cambiamento. E cambiare di conseguenza. I libri in formato elettronico devono essere fatti in modo diverso da quelli vecchi di cinquecento anni. Soprattutto i libri più complessi di un romanzo o di una sequenza di racconti.

Non mi riferisco solo quelli più articolati nell'impaginazione, ma, per capirci, anche ai semplici libri di poesia, che mal si adattano all'ebook, perché non si possono rispettare gli "a capo". Una buona ragione per continuare a stamparli, ma anche per far progredire i sistemi di lettura elettronici.

Se il mercato cambia, devono cambiare le strategie degli operatori. Perché se si fanno pagare troppo i libri elettronici, o se si fanno male, i lettori non comperano né gli ebook né la carta. Se invece si incoraggia la lettura in digitale (non solo attraverso prezzi accettabili), si apre un mercato nuovo.

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