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"Questa balorda fase di sviluppo degli e-book” - 4

Il lettore amputato nel giardino chiuso

In primo piano - 19.05.11
Malgrado il titolo, questo non è un thriller. Le vittime siamo noi. I colpevoli sono noti. Ma la conclusione non è scontata e il finale resta aperto. Mentre il mondo tecnologico è sempre più chiuso nei recinti proprietari dell'industria.

Articolo precedente:
E-book e DRM: anche i libri sotto chiave? - 02.05.11

Sveliamo il primo mistero: il lettore amputato non è l'umano che legge, ma il reader tecnologico dei libri in formato digitale. E i giardini chiusi non sono solo quelli della nuova editoria, ma i recinti blindati dell'informazione e della comunicazione.
Tanto per fare un esempio: c'è una quantità di strumenti portatili che possono servire a leggere un giornale, ma le versioni elettroniche dei più importanti giornali di carta sono disponibili solo per l'iPad di Apple o altri apparecchi della stessa casa. E possono essere acquistate in una sola bottega.

Dunque il discorso su questa "balorda fase di sviluppo" non riguarda solo gli e-book, ma l'intero contesto  delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Un mondo nato molti anni fa e cresciuto all'insegna dell'apertura, della compatibilità e dell'interoperabilità. Spesso a costo zero.
Le cose poi sono cambiate e oggi ci muoviamo sempre di più all'interno di recinti chiusi, di apparecchi e di applicazioni incompatibili, di oligopoli tecnologici e commerciali. I libri elettronici non fanno eccezione.

E' il caso di ricordare che trent'anni fa l'informatica personale si è diffusa grazie all'apertura dei personal computer introdotti da IBM. Moltissimi fabbricanti hanno potuto commercializzare macchine compatibili con il PC. Gli stessi componenti hardware e gli stessi software potevano -  e possono ancora - passare da un elaboratore all'altro, delle marche più diverse, senza problemi. I prezzi sono scesi, a tutto vantaggio degli utenti.

La concorrenza di allora preferì seguire la strada dell'hardware e del software proprietari, con i risultati che conosciamo: qualcuno è scomparso, come il mitico Commodore. Solo la Apple è sopravvissuta, ma ha avuto momenti difficili. Si è ripresa, riconquistando una quota significativa di mercato, solo dopo aver accettato una parte di compatibilità con il mondo dei PC e collocandosi in una fascia più ristretta ed esclusiva.

La stessa internet esiste perché è nata aperta, con standard disponibili a tutti e con la completa interoperabilità dei sistemi interconnessi. E non dobbiamo dimenticare che, ancora prima del Web, la telefonia cellulare si è diffusa solo dopo l'adozione di standard comuni, anche se la tecnologia era pronta da anni. Stesso discorso per il telefax.

Negli ultimi anni siamo ritornati ai recinti chiusi, ai walled garden, i "giardini murati" delle tecnologie proprietarie. In testa ancora la Apple, con i vari iPhone, iPod e ora con iPad. Che costringono gli utenti sopportare prezzi alti e li obbligano ad acquistare applicazioni e contenuti solo nel "negozio" della casa. Con una conseguenza negativa non trascurabile: non si può scegliere qualsiasi contenuto, ma solo quelli "approvati" dalla stessa Apple. I beati possessori dell'ultimo status symbol non sembrano curarsene. Merito di formidabili strategie di marketing, che riescono a far diventare improvvisamente indispensabili molte applicazioni di cui nessuno fino al giorno prima sentiva la mancanza .

Il libro elettronico non appartiene a questa categoria. E' oggetto di ricerche da molti anni. Si diffonde solo adesso perché da poco tempo c'è una tecnologia che lo svincola dal computer, apparecchio comunque costoso e ingombrante. E di uso non intuitivo: il computer richiede un apprendimento, mentre da molti secoli gli umani trovano naturale lo sfogliare un libro.
Oggi la tecnologia c'è, i prezzi sono più accessibili (anche se in Europa ancora troppo alti) e quello degli e-book sta diventando un mercato importante.

Purtroppo nasce come un mercato fatto già di recinti e limitazioni. Dopo i primi esperimenti, rigorosamente proprietari, si stanno affermando due sistemi per molti versi incompatibili: quello del Kindle di Amazon da una parte e "il resto del mondo" dall'altra. Il primo con il formato .mobi, il secondo con il .epub, che almeno è aperto e usabile da tutti gli editori e da tutte le piattaforme di distribuzione..

I due sistemi concorrenti adottano linguaggi diversi, sicché un libro in formato .epub non può essere letto su un Kindle e viceversa, a meno di complicate conversioni e, spesso, di illegali violazioni dei sistemi di protezione dei diritti. Gli editori, se vogliono coprire tutto il mercato, devono produrre due versioni elettroniche diverse dello stesso libro. Non è una cosa da niente, con i software oggi disponibili.

Tecnicamente non è un problema  costruire apparecchi in grado di leggere ambedue i formati, senza limitazioni. Ma in pratica è possibile solo per i libri non protetti da DRM. Il fatto è che Amazon non concede la licenza per il suo sistema di protezione per apparecchi che ne abbiano a bordo un altro.  Per questo non c'è sul mercato un solo e-book reader che possa leggere sia il .epub con il suo DRM (monopolio di Adobe), sia il .mobi con il DRM di Amazon.

Dunque chi ha una collezione di libri scaricati da Amazon non potrà passarli legalmente su un apparecchio diverso da un Kindle. E viceversa, almeno per le opere protette da DRM. Per quelle non protette si possono usare i numerosi software di conversione, che però alterano sensibilmente la rappresentazione dei contenuti.

Non basta. Spesso gli apparecchi sono provvisti anche di "lucchetti" che rendono difficile acquistare i libri da negozi diversi da quello del venditore dell'hardware. Si arriva a limitare artificiosamente le possibilità del sistema, ad amputarlo, pur di "imprigionare" l'acquirente, impedendogli di sfruttare completamente non solo l'hardware, ma anche i contenuti che ha acquistato.

Un esempio per tutti è quello del Leggo venduto da IBS. E' la versione italiana del PocketBook PB603, ma "amputata" dell'internet browser e della posta elettronica: le connessioni Wi-Fi e 3G servono solo per comperare libri da IBS. E a nient'altro. Il Wi-Fi non può essere usato neanche per trasferire contenuti dal proprio computer al lettore.
Inoltre l'eliminazione del browser rende inutili i link che spesso sono inseriti nei testi. Una limitazione assurda, dato che l'accesso al Web è già presente nella versione originale del dispositivo.

Questo è il mercato degli e-book, oggi. Sembra destinato a grandi sviluppi. Ma le limitazioni proprietarie e le incompatibilità possono incidere negativamente sull'atteggiamento dei potenziali acquirenti proprio nella fase di partenza. L'industria se ne rende conto?

Articolo seguente:
Editore fai da te: il codice ISBN e altri problemi - 27.06.11

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