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Piccolo manuale della buona scrittura - 5

Puntini puntini... «tra virgolette»

13 maggio 2014

  Convenzioni tipografiche. In queste pagine gli esempi sono in corsivo; le espressioni corrette sono in neretto; Le espressioni sbagliate o non consigliabili sono in rosso.

Nelle due puntate precedenti abbiamo visto le regole più importanti della punteggiatura: punto, virgola, eccetera. Nella scrittura si usano altri segni, che non sono "segni di interpunzione" in senso proprio, ma servono per rendere più facile la lettura. Sono i punti di sospensione, le virgolette, le parentesi e i trattini. Eccoli uno per uno.

Punti di sospensione (), detti, chissà perché, "puntini". Servono appunto a sospendere una frase, a indicare un’interruzione, a lasciare al lettore la conclusione del discorso. Sono sempre e solo tre e vanno attaccati alla parola che precede e separati da uno spazio da quella che segue, come tutti i segni di interpunzione.

Non dobbiamo abusare dei punti di sospensione

Ecco, ho appena fatto un esempio di uso inutile dei punti di sospensione. La frase ha un senso compiuto, può essere chiusa con un punto fermo. L’uso frequente dei punti di sospensione fa pensare che l'autore che non sappia come concludere il discorso e lasci al lettore il difficile compito.

Diverso è il caso in cui i puntini esprimono un sottinteso, un’espressione che è meglio non scrivere: «Non mi rompere i c…».

Ancora, i puntini sono utili per indicare l’interruzione improvvisa di un discorso:

«Alessandra, dobbiamo riprendere il discorso…» dice Carlo.
«Non ne abbiamo parlato abbastanza?» lo interrompe Alessandra.

In questo esempio abbiamo usato un altro segno molto importante nella scrittura, ma spesso bistrattato: le virgolette. Ci sono due tipi di virgolette, quelle "basse" (« » dette anche "caporali", perché ricordano il grado militare) e quelle "alte", spesso indicate come "inglesi". Le prime servono ad aprire e chiudere il discorso diretto. Le seconde a isolare, o a mettere in evidenza, una parte del testo.

Purtroppo nelle tastiere italiane dei personal computer, e anche nelle macchine per scrivere, mancano le virgolette caporali; per questo si usano spesso le virgolette alte anche per aprire e chiudere i discorsi diretti. Ma in tutti i programmi di elaborazione dei testi è possibile, con poco sforzo, istruire il correttore automatico a sostituire due parentesi angolari consecutive (<<  >>)  con le corrispondenti virgolette basse.

Anche nella riga precedente ho usato le parentesi ( ), un altro segno da usare con attenzione. Sono utili solo quando una parola o una frase possono essere eliminate dal testo senza alterarne sostanzialmente il significato. Altrimenti è meglio usare le virgole o i trattini lunghi, dei quali parliamo tra un attimo. Ecco gli esempi:

Carlo (un ragazzo molto posato) sta per laurearsi in architettura.
Carlo, un ragazzo molto posato, sta per laurearsi in architettura.
Carlo – un ragazzo molto posato – sta per laurearsi in architettura.

L’inciso è essenziale per illustrare la personalità di Carlo. Quindi non vanno bene le parentesi. Le virgole vanno bene, ma i trattini dell’ultimo esempio mettono in rilievo la qualità di Carlo.
Anche qui troviamo un problema di tastiera: c’è sempre il trattino corto, mentre per quello lungo decide spesso il computer. E spesso sbaglia. Come al solito, basta istruire il correttore ortografico a sostituire due trattini corti con un trattino lungo.

Ma a che serve il trattino corto? In genere a legare due parole (centro-sinistra), oltre che a segnare la divisione di una parola alla fine di un rigo. Insomma, il trattino corto unisce, il trattino lungo divide.

Infine, due dettagli importanti. Il primo riguarda gli spazi. Nella scrittura italiana moderna virgolette e parentesi sono unite alle parole che racchiudono; i trattini lunghi hanno lo spazio prima e dopo, quelli corti sono attaccati alle parole che uniscono. Gli esempi precedenti mostrano la spaziatura corretta. Qui invece due esempi di spazi non dovuti:

«_ Alessandra, dobbiamo riprendere il discorso_»
Carlo (_un ragazzo molto posato_) sta per laurearsi in architettura.

Il trattino lungo, vuole invece uno spazio prima e uno spazio dopo, mentre in trattino corto di solito è attaccato alle parole che unisce, come si vede dagli esempi precedenti.

Il secondo dettaglio riguarda la posizione della punteggiatura in relazione alle virgolette e alle parentesi. Punto, virgola e punto e virgola vanno dopo la chiusura delle parentesi o delle virgolette; i punti esclamativo e interrogativo si mettono invece all’interno, senza spazi. In una prossima puntata approfondiremmo questi particolari, che sono importanti per dare a un testo una maggiore leggibilità.

Buona scrittura a tutti!
 

Impariamo a usare la correzione automatica. I programmi di elaborazione dei testi prevedono sempre la funzione di correzione automatica. Serve quando si sbaglia spesso la scrittura di una parola. Per esempio: compuetr invece di computer.

Ma la correzione automatica è utile anche per evitare errori comuni, come gli accenti sbagliati. Scriviamo perchè é e il correttore ortografico mette subito le cose a posto:
perché è.

Inoltre possiamo usare la sostituzione automatica del glossario per scrivere caratteri che non sono presenti nella tastiera, come le virgolette basse e il trattino lungo che abbiamo esaminato in questo articolo.

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