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Google: ebook in italiano. Domani apre a Torino il Salone del libro

Tra il futuro della carta e l'evoluzione dell'editoria

L'appuntamento più importante per il mondo italiano dei libri è all'insegna del digitale. Ma sfogliando l'enorme programma sembra di intuire che "libro" significa sempre "carta" e l'ebook è una pericolosa novità. 

Manlio Cammarata - 09.05.12

Sembra che sia finalmente primavera. Sboccia infatti una novità importante: Google entra nel mercato italiano degli ebook, con "migliaia di titoli" (quanti non lo dice). Si possono comperare da ieri su Google Play.

E' primavera anche a Torino, dove si apre domani il Salone internazionale del libro. Per la precisione è "Primavera digitale", come recita il tema conduttore di quest'anno.
Che significa "primavera digitale"? Si legge nel catalogo: «La Primavera Digitale è un fenomeno che va al di là del futuro degli e-book o dei destini dell’editoria su carta, investe la società tutta intera ed è il motivo conduttore dell’edizione 2012 del Salone Internazionale del Libro».

Generico e scontato? Piuttosto, nel 2012, già vecchio, per quanto concerne la società nel suo insieme. Mentre sul futuro degli ebook e dei destini dell'editoria su carta c'è molto da discutere. Perché il problema non è il destino dell'editoria su carta, ma dell'editoria e basta. Il libro in formato elettronico non è un di più, un qualcosa che si aggiunge al mondo tradizionale dei libri che conosciamo da secoli. E' semplicemente la nuova forma del libro.

Per capirlo basta riflettere un attimo sulla trasformazione che la fabbrica del libro ha subito in pochi anni. Prima c'erano il manoscritto, la linotype, la pagina di piombo, la tiratura delle bozze e la correzione con la biro rossa, la nuova fusione delle righe di piombo (i re-fusi), le pellicole dell'impaginato eccetera eccetera.
Oggi il libro nasce nel PC dell'autore, arriva via e-mail all'editore, si impagina e si corregge sul video. Insomma, è "liquido" dalla nascita e fino al momento in cui il primo sedicesimo di carta esce dalla macchina.

In effetti la carta è l'ultimo elemento fisico  che sopravvive nella filiera del libro. Quasi un costoso contrattempo. Oggi  il naturale sbocco del processo produttivo dovrebbe essere il libro in formato elettronico, il libro liquido. L'invenzione dell'ebook reader rende quasi ovvia questa conclusione, perché toglie di mezzo anche qualsiasi cosa che ricordi un computer. E' un mero supporto di lettura, da usare come un libro (compresi gli appunti e i segnalibri).

Presenta poi una serie di vantaggi: può contenere un grande numero di volumi nello spazio di un libro tascabile, li fa ritrovare facilmente, consente di cercare in pochi secondi una parola o una frase in migliaia di pagine. L'ebook si può prestare con la certezza che verrà restituito (vi pare poco?). Non si può distruggere, perché da qualche parte ce ne sarà sempre una copia. Magari nella "nuvola".

Certo, il libro liquido ha anche i suoi punti negativi. Non ha quel buon odore che piace a quelli che i libri li annusano invece di leggerli. Non provoca lividi o ferite se ci cade in testa dal piano più alto della libreria.
D'accordo, sto esagerando. Sto provocando. Cerco di indurre a una conclusione elementare: l'ebook è semplicemente la naturale evoluzione del libro tradizionale. Non è neanche tanto rivoluzionario, perché sono quarant'anni che si fanno esperimenti di trasformazione dei libri in bit.

L'ultimo esperimento è riuscito e si chiama e-book reader. E' l'inizio di una nuova trasformazione della filiera editoriale. Solo l'inizio. Perché, se un autore importante come Paulo Coelho inneggia alla "pirateria" e vende i suoi ebook a 99 centesimi, c'è qualcosa che in tanti dobbiamo ancora capire. Qualcosa che non è "il futuro dell'editoria di carta", ma il nuovo mondo dei libri liquidi. Che potranno essere letti anche stampati sulla carta. In alcuni casi solo sulla carta.

Ne riparliamo la prossima settimana, al mio ritorno da Torino.

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