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Il calo delle vendite di libri nel rapporto annuale dell'AIE

Il libro è in crisi profonda. Ma l'ebook cresce sempre 

In primo piano - 14.10.13
Il calo dell'8,4 per cento delle vendite in un anno è una catastrofe per il mercato editoriale. Ma non è solo una conseguenza della crisi, perché il numero dei lettori cresce. Probabilmente anche per merito degli ebook.

Due notizie per incominciare. Della prima non ho trovato la fonte e quindi ve la passo al condizionale: nelle ultime settimane, in Italia, Dan Brown avrebbe venduto più ebook che libri di carta. E' un dato clamoroso, che potrebbe costringere gli addetti ai lavori - me compreso - a rivedere le previsioni sullo sviluppo del libro in formato elettronico nel nostro Paese.

Invece la seconda notizia ha una fonte certa e autorevole: l'Associazione italiana degli editori (AIE) afferma che gli ebook sono l'unico settore in crescita in un mercato editoriale in piena crisi.
Crisi profonda. Il rapporto annuale sull'editoria in Italia, che l'AIE ha presentato la settimana scorsa alla Buchmesse di Francoforte, presenta dati da far drizzare i capelli: nel 2012 il mercato del libro in Italia ha perso l'8,4 per cento. Nel 2013 la tendenza non cambia: secondo dati Nielsen nei primi otto mesi il calo è del 5,4% nei canali trade (quelli rivolti al pubblico: librerie, online, grande distribuzione organizzata), rispetto allo stesso periodo del 2012. Nei confronti del 2011 siamo a meno 13,6 per cento.

Ma nella sintesi del rapporto ci sono anche dati confortanti. Eccoli.

«Segno più per la lettura in Italia. Cresce quella di ebook – La lettura cresce (di poco) in Italia, anche se riguarda appena il 46% della popolazione, in altre parole oltre 26milioni di italiani con più di 6 anni. Il 30% del mercato è costituito da medi e forti lettori (che leggono più di 7 libri all’anno), che da soli generano tra il 39% e il 43% dei volumi di vendita di libri italiani. Nuove speranze vengono però dai libri digitali. Nel 2012 la lettura di ebook ha riguardato infatti il 3% della popolazione (con più di 14 anni): complessivamente 1,6milioni di italiani.

Dove si compra il libro nel 2012? Sempre meno in libreria, sempre più online – I canali di vendita subiscono una non meno importante trasformazione. Innanzitutto nella quota di mercato che ricoprono: si assiste infatti a una perdita di quota della libreria fisica (solo varia, escluso scolastico di adozione) che passa dal 79% del 2008 all’attuale 73%. Cresce invece la quota dei canali on line per la vendita di libri fisici: valevano il 3% nel 2008, arrivano oggi all’11% che salirebbe fino al 13% se considerassimo anche l’ebook. Ci si avvicina così alla Grande distribuzione organizzata, che si conferma al 16%.

E-book e digitale: raddoppia il mercato dei libri digitali – Si stima (anche se i player internazionali [leggi: Amazon, n.d.r.] non conferiscono i loro dati di vendita) che il mercato e-book nel 2012 abbia raggiunto una quota di mercato (trade) compresa tra l’1,8% e il 2%: valori in assoluto ancora modesti, anche se in prevedibile crescita. Complessivamente il mercato digitale (ebook + banche dati) ha mostrato un andamento positivo nel 2012, che non compensa comunque le pesanti flessioni del mercato “fisico”: escludendo i prodotti ibridi (carta + cd-rom/Dvd rom) ha raggiunto infatti una quota di mercato del 6,4% (con una crescita in 3 anni del 44,3%)».

Sono dati che vanno presi cum grano salis, soprattutto perché il maggior distributore di ebook, Amazon, non comunica i suoi numeri. Quindi sono possibili solo stime, probabilmente approssimate per difetto. Ma, nello stesso tempo, indicano un quadro generale in forte cambiamento. Cerchiamo di capire, sulla base di questi pochi dati, i termini della questione.

Da una parte c'è la drammatica contrazione del mercato tradizionale. In parte è una delle conseguenze della crisi economica, perché ci sono sempre meno soldi in giro e il libro è un acquisto non indispensabile. E' normale quindi che le vendite diminuiscano in misura superiore al calo complessivo della spesa dei cittadini.

Dall'altra parte c'è la crescita delle nuove forme del libro. L'avanzata delle vendite on line e della grande distribuzione e, a danno dei negozi tradizionali, si verificano in tutti i settori. I libri non fanno eccezione.
La novità è la diffusione dell'ebook: un fenomeno assolutamente nuovo, che è nato e può vivere solo on line.

E' probabile che negli ultimi due anni una parte dei lettori che hanno comperato meno libri di carta sia passata all'ebook. Lo spostamento dalla carta al digitale - noto anche con il brutto termine "dematerializzazione" -  è una tendenza in atto da anni, nelle aziende, nella pubblica amministrazione, nell'informazione. Perché non dovrebbe essere così anche per il libro?

Ma se le cose stanno in questi termini, l'ormai stucchevole discussione sul "futuro del libro" e sull'odore (?) della carta è priva di senso. Il libro del futuro non può che essere elettronico, anche in forme che oggi possiamo solo ipotizzare. Dunque dovremmo volgere la nostra attenzione più sulle strategie editoriali per il digitale che sulla conservazione dell'analogico.

Dobbiamo pensare a una nuova filiera del libro. Nuova anche perché c'è un fattore ancora tutto da capire: il self-publishing. Dilaga una marea di auto-editori che non può non cambiare i criteri di selezione degli editori "veri".
Intanto possiamo solo aspettare che nuovi dati, nuove statistiche, ci dicano "come" si evolve il mondo dell'editoria, oltre che sciorinare numeri inevitabilmente negativi su un presente che è ormai "quasi passato".

Nota di chiusura: il rapporto dell'AIE da quest'anno si vende solo come ebook. Solo in formato ePub e solo su alcuni negozi on line. Significa qualcosa?

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